Lo scambio dei doni e la qualità delle relazioni

regalo(di Salvatore Primiceri) – E’ Natale e sta per concludersi la corsa ai regali. Tra poche ore esploderà il trionfo di auguri comunicati attraverso tutti i mezzi possibili, dal vivo, per sms, via facebook, per telefono, etc.

Quanti auguri arriveranno per “rubrica automatica” da persone che nemmeno ci ricorderemo dove, come e perché le avevamo conosciute, oppure quanti da persone che si fanno vive solo a Natale?
Pochi giorni fa é deceduto un ragazzino di 16 anni. E’ stato travolto da un treno mentre attraversava i binari in una stazioncina sperduta della pianura padana. Si trovava lì perché era stato fatto scendere dal controllore del treno su cui viaggiava che lo aveva scoperto senza biglietto. Era un viaggio molto breve dal costo irrisorio e mancavano tre chilometri a casa.
Nella vita si sbaglia, soprattutto da giovani. I biglietti vanno pagati e i binari non vanno attraversati. Ma che cosa può aver impedito la comunicabilità tra un capotreno adulto e un ragazzino minorenne da arrivare all’estrema ratio della punizione (farlo scendere dal treno)?
Sia nel caso degli auguri e dei regali “a comando” perché é Natale, sia nel caso dell’episodio tragico, siamo di fronte ad un grave problema di fondo: la comunicabilità e la qualità delle relazioni umane.
A che livello ci troviamo? Se é vero che la crisi può aiutare talvolta a rimodellare le strutture mentali e organizzative delle persone, dal lavoro alle relazioni quotidiane, prestando più attenzione ai valori della comprensione e dell’aiuto reciproco, dall’altro lo stress e l’incertezza sul futuro possono procurare nuove angosce.
Natale non é solo un giorno. Lo sforzo che dobbiamo compiere é quello di comportarci come se ogni giorno fosse Natale. Ogni giorno nascono bambini, ogni giorno ci sono persone che hanno bisogno di cura e di affetto, ogni giorno possiamo sbagliare qualcosa o trovarci di fronte a qualcuno che sbaglia. E chi può prendersi cura delle persone se non le persone stesse?
L’uomo nasce relazionale, ha bisogno degli altri e di darsi agli altri per crescere, maturare, offrire il meglio di sé.
E’ necessario quindi recuperare la qualità delle relazioni connotandole di una missione positiva. Dobbiamo recuperare il senso delle parole, dei gesti, saper dialogare, ascoltare, mediare. Chi svolge ruoli di autorità (come il capotreno, ad esempio) oggi ha l’opportunità di valorizzare il suo lavoro di una grande missione sociale. Esso deve, infatti, tendere al miglioramento delle persone e non al mero esercizio della punibilità. Lo può fare con l’arte del dialogo e della mediazione.
Rendiamo lo scambio dei regali un momento di qualità, un impegno da cui ripartire per migliorare la reciprocità del nostro stare con gli altri tutti i giorni. Ripartiamo dalla qualità delle relazioni per dar vita ad un grande cambiamento sociale e ricordiamoci che per gli uomini lo stare insieme e bene é il miglior regalo nella vita di tutti i giorni.
Buon Natale a tutti!

Salvatore Primiceri

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