Vendetta, indifferenza o perdono?

perdonare(di Salvatore Primiceri) – Vendetta, indifferenza o perdono? E’ una scelta difficile quella che ci si trova ad affrontare dopo aver subìto un torto, un’ingiustizia, soprattutto se considerata molto grave.

Il concetto di perdono é fondamentale in molte religioni ed é probabilmente proprio per la sua “sacralità” che la psicologia non aveva affrontato in modo approfondito il tema se non di recente grazie all’avvento del cosiddetto “paradigma positivo”, attraverso il quale le difficoltà della vita sono sfide per ritrovare il meglio di sé stessi e recuperare il benessere personale.
Ma cos’é il perdono e quando può essere utile concederlo? Difficile dare risposte universali in quanto i parametri in gioco sono molteplici, compresi gli aspetti caratteriali e culturali dell’individuo offeso e dell’offensore.
Certamente il perdono é un gesto totalizzante per chi lo dona in quanto permette di sbarazzarsi del risentimento, del rimuginare continuo e di tutti gli aspetti negativi che influenzano la vita di chi subisce un torto. Ma il perdono non é solo un gesto che dona benessere a sé stessi: é anche la possibilità di offrire qualcosa di importante a chi ha commesso l’offesa come il rispetto e la generosità. E’ possibile perfino donare amore e comprensione a chi ci ha colpito con un torto grave?
Il perdono può non essere accettato, compreso, accolto ma questo non deve importare a chi sente di poterlo provare e offrire. Diverge quindi dalla conciliazione. I benefici per sé stessi sono rilevanti ma é anche complicato capire se si é stati davvero in grado di perdonare oltre le parole, così com’é importante capire se chi lo invoca é davvero pentito di ciò che ha commesso.
Il perdono nel senso comune può assumere infatti significati e interpretazioni diverse. Il perdono, per esempio, non é dimenticare o cancellare un’offesa; quello é oblio. Abbiamo parlato nelle scorse “pillole” della capacità di chiedere scusa e assumersi le proprie responsabilità. Le scuse sono diverse dal perdono perché provengono da chi ritiene aver commesso un errore o un’offesa ma possono certamente facilitare la strada del perdono nella persona offesa.
Il campo di studio sull’affascinante tema del perdono é vasto e ancora molto ampliabile. Il perdono é un’opzione, anche qui se usata con buon senso e profonda sincerità, che può facilitare la comprensione e la stabilità di relazioni umane rivolte alla positività.
Per approfondire i cenni di cui sopra sulla materia del perdono vi consiglio il testo “Teoria e Clinica del Perdono” (a cura di Barbara Barcaccia e Francesco Mancini), edito nel 2013 da Raffaello Cortina Editore e disponibile nelle librerie.
E voi, sareste in grado di perdonare? Lo avete mai fatto? Và sempre concesso o ci sono casi in cui non é concedibile? Che cos’é secondo voi il perdono?
Buonsenso a tutti e alla prossima!

Salvatore Primiceri

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