Il senso di aiutare gli altri in Cicerone

(di Salvatore Primiceri) – Cicerone poneva l’aiutare gli altri (la liberalità verso il prossimo) come una condizione necessaria per una condotta umana all’insegna della giustizia. Nel suo trattato “De Officiis” (Sui Doveri) ci spiega come l’uomo abbia un bisogno naturale di collaborare con gli altri e di occuparsi degli altri, soprattutto di coloro che hanno di meno. Il suo motto era quello di agire senza recare danno ad alcuno, soprattutto quando si tratta di aiutare i propri simili.
Citando Platone e poi Ennio, il filosofo, avvocato e oratore romano, ci ricorda che gli uomini furono generati per il bene degli uomini, affinché possano giovarsi l’un l’altro a vicenda mettendo in comune le cose di utilità comune, patrimonio di tutti.
L’uomo che mostra cortesemente la via ad un viandante smarrito, fa come se dal suo lume accendesse un altro lume. La sua fiaccola non gli risplende meno, dopo che ha acceso quella dell’altro“. E poi ancora: “Non impedir l’uso di un’acqua corrente; permetti che, chi vuole, accenda il suo fuoco dal tuo fuoco; dà un buon consiglio a chi è in dubbio…“.
Cicerone parla del dovere degli uomini di occuparsi del bene comune ma già al suo tempo riconosce che il freno maggiore che impedisce loro di essere solidali con gli altri è la paura: “colui che medita di recare danno ad un altro, teme che non facendo così finisca per subire qualcosa di ancor più grave“.
Ma non è solo paura, c’è anche l’avidità e il desiderio di affermazione personale: “D’altra parte, quando si è posseduti dal desiderio di sovrastare tutti, è ben difficile serbar l’equità, che è il principale attributo della giustizia“.
In verità – prosegue Cicerone – chi dipende dal capriccio di una folla ignorante, non deve annoverarsi fra gli uomini grandi“.
Nel nostro tempo i concetti “ciceroniani” appaiono tristemente attuali. Il vento della paura (dell’ignoto, del diverso, di tutto ciò che non conosciamo ma che nemmeno tentiamo di conoscere) tende a chiudere i confini delle nazioni, a elevare individualismi, a negare e calpestare i diritti (e dignità) delle persone, a cercare gloria e consenso agitando populismi pericolosi e compromettendo così quel fine di giustizia basato sull’onestà e solidarietà fra tutti gli uomini.

Salvatore Primiceri

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