E tu comunichi in rosa o in blu?

blurosa(di Patrizia Bonaca) – Con questa pillola voglio mettere sul tavolo l’esame del nostro modo di comunicare….. è blu o rosa? Nel senso: maschile o femminile?

Secondo la Lichtenberg lo stile blu è orientato verso il completamento del compito  (il fare le cose) e quello rosa verso i rapporti e l’armonia. Sarebbe un errore presumere che la maggior parte delle donne siano rosa e gli uomini blu, infatti  trovare donne “blu” o uomini “rosa” è abbastanza frequente, quello che è importante e saperli riconoscere.

In genere lo stile “rosa” non viene apprezzato, specialmente nel mondo del lavoro dove l’empatia scarseggia. Molto spesso le persone rosa devono far finta di essere “blu “, a meno che non abbiano a che fare con un “rosa”.

Allora iniziamo a chiederci che colore è la nostra comunicazione, potrebbe essere anche a strisce…delle volte!  

Ecco alcuni esempi di comunicazione “rosa”:

 “Pensiamo a cosa è meglio per tutti!” (io non conto non preoccupatevi per me!)

“Siamo qui fra di noi, tutti uguali”(anche parlando con subordinati!)

“Meno male che c’è Lei a salvare la situazione” (rivolto ad una persona  alla quale si cede l’autorità!)

Per il “rosa” è insito il dovere di essere autentico/a  e non utilizza alcun tipo di strategia  comunicativa verso l’altro,…ed è proprio qui che dobbiamo mettere la nostra massima attenzione…..qual’è il comando automatico dentro di noi….che ci fa essere in ogni caso sempre e solo “rosa”o “blu”? 

Proviamo a cambiare il nostro stile….. quando è necessario e farlo avvicinare al “blu”o al “rosa”….ad esempio  dando la priorità  ai nostri bisogni e desideri, che sono diversi da quegli degli altri.

La difficoltà consiste proprio in questo: capire in quali frangenti è meglio adottare uno “stile rosa” e in quali uno “blu”, imparando a modellare il nostro comportamento.

Come si fa?….mi chiederete?

Con l’osservazione e l’allenamento comunicativo,  cioè applicando delle varianti, alla nostra comunicazione, fino ad ora poco usate,……. vocaboli nuovi, brevità, maggior ascolto, cura del tono, cura del volume …si procede per  tentativi ed errori! Verificando sempre il nostro sentire e il risultato ottenuto. (esempio…ho dovuto essere  più deciso del solito,”blu”, ma ho ottenuto il mio giorno di riposo!)

Con l’esercizio  e la pratica, anche davanti uno specchio oppure scrivendo le varie ipotesi comunicative.

Come sempre aspetto i vostri commenti, un saluto Patrizia.

Patrizia Bonaca

Bibliografia: “La comunicazione autentica”  Margherita Pagni

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