Dopo la superbia… l’invidia. Tu ne sai qualcosa?

invidia1Tutti sono capaci di condividere le sofferenze di un amico. Ci vuole, invece, un’anima veramente bella per godere del successo di un amico. (Oscar Wilde).


(di Patrizia Bonaca) – L’invidia come dice Gianfranco Ravasi nel suo libro: “Le porte del peccato” germoglia da un altro vizio capitale, la superbia. E’ l’attestazione di una radicale frustrazione del proprio io, che si sente inferiore rispetto a un altro e non si rassegna a questa sensazione o verità. …Malattia dell’anima l’invidia…sposa della superbia, ha per sorella la gelosia e per figlia l’infelicità…
Si può considerare l’invidia come il peccato “opposto” alla superbia: mentre la superbia consiste in un’eccessiva considerazione di sé, l’invidia è caratterizzata da una bassa autostima e da una esagerata valutazione degli ostacoli e delle difficoltà. Spesso, la superbia costituisce una formazione reattiva nei confronti dell’invidia, cioè esprime il contrario di quello che si sente perché non ci si può permettere di manifestare il vero. L’atteggiamento opposto a quello che si vive, in questo caso il vizio principale sarebbe l’invidia nascosto dalla superbia.
Il filosofo Salvatore Natoli evidenzia che l’invidia è una “impotenza di carattere relazionale”, il successo e la supremazia dell’altro sono considerati un attentato all’identità dell’invidioso e quindi vissuti come una ingiustizia. L’invidia è una predisposizione d’animo che ci induce a desiderare quello che gli altri hanno, ma contemporaneamente che lo perdano. Il sentimento che segue l’invidia è godere del male altrui o rattristarsi del bene altrui.
Ma in sintesi che cosa è l’invidia?
E’ dire: quello che hai tu è mio, è mio, e mio? Non proprio. E’ dire: ti odio perché tu hai ciò che io non ho e che desidero. Io voglio essere nella tua posizione, con le tue opportunità, con il tuo fascino, con la tua bellezza, con le tue capacità e la tua ricchezza spirituale…(Muriel Spark – Invidia).
Chi prova invidia tende a mal vedere le altre persone, l’invidia non porta nessun piacere è un’afflizione dello spirito in quanto non si esaurisce mai e ci sarà sempre un’altra persona da invidiare. L’invidia è utilizzata come meccanismo di difesa per innalzare se stessi e disprezzare gli altri. Il paragone con gli altri che tanto piace all’invidioso non ha senso in quanto siamo tutti unici e originali, la curiosità ci serve per conoscere il mondo, per informarci ma non per confrontare il proprio valore, per questo le domande dell’invidioso vanno distinte dalla sana curiosità. Ciascuno è originale e ciascuno è diverso, perché devo voler essere come l’altro? Spesso, infatti, il soggetto invidioso possiede delle buone qualità che possono anche essere riconosciute, ma non le considera sufficienti e si ritiene un incapace.
Come si comporta l’invidioso?
L’invidioso assume spesso atteggiamenti e comportamenti ben precisi e, quindi, riconoscibili. Tra i più tipici comportamenti dell’invidioso c’è il disprezzo dell’oggetto invidiato (“questa cosa, che io non ho, non vorrei comunque averla perché non mi piace”); una celebre e proverbiale rappresentazione di questo atteggiamento è la favola di Esopo La volpe e l’uva. L’uomo saggio non smette di aver caro ciò che possiede perché qualcun altro possiede qualche altra cosa. L’invidia, in effetti, è una delle forme di quel vizio, in parte morale, in parte intellettuale, che consiste nel non vedere mai le cose in se stesse, ma soltanto in rapporto ad altre.
Scriveva Paul Valery nei suoi Cattivi Pensieri: “Considerate bene ciò che invidiate e vi accorgerete che c’è sempre una felicità che non avete, una libertà che non vi concedete, un coraggio, un’abilità, una forza, dei vantaggi che vi mancano e della cui mancanza vi consolate con il disprezzo”
C’è dunque un vero e proprio accecamento che rende l’invidioso un individuo rabbioso precipitandolo così al successivo vizio dell’ira.
E voi avete mai provato l’invidia…verso chi e cosa?…. Li c’ è racchiuso molto di noi…forse c’è la chiave di lettura della nostra nota originale….aspetto i vostri commenti….

Patrizia Bonaca

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