Conversazioni inutili

conversare(di Salvatore Primiceri) – Diceva Montaigne che un figlio sarebbe cresciuto meglio a conversare nelle taverne che a stare sempre a leggere sui libri.

Estremo e provocatorio come suo solito, il filosofo francese ci rivela le fondamenta di quanto sia importante la conversazione. La conversazione è esercizio non dottrina. Parlare e soprattutto parlarsi aiuta a crescere, a formarsi, a sviluppare la capacità di giudizio.
Ma parlare con chi, come e perché? Partendo dalla fine, perchè è naturale per l’uomo socializzare con gli altri, confrontarsi, dialogare al fine di capirsi e risolvere eventuali controversie. Come? Anche aspramente purchè alla pari (tra galantuomini nel senso che ci si può anche scontrare duramente ma avendo la verità come fine comune) senza paura di essere contraddetti, rivolgendo e accettando critiche ma guardandosi allo specchio prima di giudicare (la stessa critica che rivolgo agli altri la posso dire di me stesso?).
Infine con chi conversare? Con tutti, anche con i nemici tranne che con gli stupidi. Essi non solo non comprendono ma si dimostrano superiori e spesso sono in malafede. Ogni vostra parola si scontrerà contro il loro muro della stupidità che ascolta solo ciò che può valere come ulteriore pretesto per contrattaccarvi nuovamente, spesso fuori dalle elementari regole della buona educazione. Attenzione quindi ad aprirsi verso gli stupidi perchè con tali soggetti “quando si parla di se ci si rimette sempre“. Il loro fine non è costruttivo, è semplicemente quello di screditare e deridere l’interlocutore. Il rischio è di finirci dentro. L’insofferenza verso i ragionamenti stupidi e vuoti produce una conversazione inutile, allontana dalla verità ed esalta i vizi peggiori dove la forma diventa più importante della sostanza.
Concludendo con le parole di Montaigne: “Non è possibile trattare in buona fede con uno sciocco. Non si corrompe solo il mio giudizio nelle mani di un maestro così impetuoso; si corrompe anche la mia coscienza“.

Salvatore Primiceri

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