Abbracciare la solitudine per essere sempre in compagnia!

solitudineL’ho vista dietro lo specchio anche stamattina
Si era lì seduta
Io mi facevo la barba e lei compagnia poii
non l’ho più veduta.

Parlami di te bella signora
del tuo mare nero nella notte scura
io ti trovo bella non mi fai paura
signora solitudine signora solitudine…

(di Patrizia Bonaca) – Inizio la pillola con questi versi della famosa canzone “Bella signora”di Morandi….per introdurre l’argomento della solitudine…il mio scopo è riflettere sul nostro rapporto con la solitudine e cioè:lo subiamo, lo aneliamo oppure siamo semplicemente indifferenti…. Inoltre, che cosa facciamo per evitare il confronto con questa “bella signora”…che si presenta….puntuale….ogni giorno …e quanto il contesto in cui siamo si è organizzato per offrire spunti alternativi all’incontro con le gentile signora….

Allora arriviamo al punto….come siamo messi nei confronti della solitudine…Castellazzi nel suo libro “Dentro la solitudine” recita….soltanto chi è in grado di sperimentare la solitudine senza angoscia non corre il rischio di annullarsi nell’altro e di rivolgersi all’altro in modo fagocitante, strumentalizzante, ricattatorio o vittimistico…questo è il nostro punto di partenza … come viviamo la solitudine?…ci siamo mai sentiti fagocitati, ricattati o strumentalizzati??? Oppure a nostra volta abbiamo mai tentato di fagocitare, ricattare o strumentalizzare….dedichiamo cinque minuti del nostro tempo a pensare con quali persone ci siamo trovat a vivere una delle situazioni descritte….magari è un comportamento che adottiamo da sempre e per questo automatico di cui non ci rendiamo conto….

Ho notato che spesso essere soli viene vissuto come un senso di condanna…uno status da compatire, un qualcosa collegato al malessere.  Insomma diciamo che la solitudine non è socialmente riconosciuta ma piuttosto bannata….., Per questo molti perferiscono una compagnia,  anche mediocre e falsa, pur di non rimanere da soli….occorre coraggio per rivendicare il proprio diritto alla solitudine… che può essere originato semplicemente da una scelta…la scelta di stare bene e di contornarsi solo di persone piacevoli con cui scambiare reciprocamente informazioni, simpatia, affetto, amore, comprensione, sorrisi….. Scegliere, spesso, significa essere soli e non accontentarsi del “menù del ristorante”..ma chiedere i piatti che ci piacciono di più anche se non sono compresi nel menù del giorno…..significa interrogarsi su ciò che ci fa veramente piacere e ci crea benessere…avere le idee chiare come quando si sceglie un vestito…sapere quando indossare la solitudine e quando la socievolezza, soprattutto con chi condividerla…avere le idee chiare, il coraggio, la determinazione…anche l’impertinenza di non accontentarsi in nome della felicità….Affrontare tutto questo è come se richiedesse una sorta di iniziazione….affrontare la bella signora….guardarla negli occhi, parlarci, sentire il pericolo della sua vicinanza, stare…..essere soli, avere il coraggio di vedere cosa succede…dalle cose più semplici …per poi assistere al fiorire di un potente processo interno fortificante che ha a che fare con la luce negli occhi, con la propria essenza…con l’affermare i propri intenti.

Stare soli e stare con gli altri è qualcosa di complementare e necessario, l’equilibrio consente di vivere bene ambedue le situazioni…..osservare come affrontiamo gli altri e la “signora salitudine” può essere un autentico inizio verso la nostra felicità!!!!!

Patrizia Bonaca

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